mardi 18 janvier 2011

Cyclus


Quanti km si possono percorrere con un set di pneumatici? Diverse migliaia sicuramente, dopodiché bisogna cambiarli con un set nuovo, se non si vuole rischiare di avere incidenti. Le vecchie gomme continueranno però ad accompagnarci come portafogli, borse, zaini, cinte. Non vi preoccupate non avete letto male. Facciamo un passo indietro: tutto nasce nel 2002, quando una coppia di studenti colombiani, Ximena Vélez e Jorge Burgos, presentano un progetto di tesi all'università di Bogotà, la capitale del paese sudamericano. Il loro progetto consiste nel fabbricare oggetti di diverso tipo partendo appunto da pneumatici dismessi che vengono recuperati nei garage dei vari gommisti sparsi nella città, contribuendo in questo modo allo smaltimento dell'enorme quantità di gomme prodotta dal traffico infernale di Bogotà. La presenza di due giornalisti alla discussione della tesi ha permesso loro di avere un eccellente ritorno in termini di pubblicità. Sono state così subissati di richieste da parte di persone che avevano letto gli articoli che parlavano della loro idea. Hanno perciò deciso di cogliere la palla al balzo e di continuare per la strada intrapresa a mo' di esperimento. Oggi Cyclus, questo il nome della loro ditta, è un atelier in cui lavorano 26 persone, provenienti in gran parte dai quartieri poveri della città.
Ma perché la scelta è caduta proprio sugli pneumatici? In effetti, in un primo momento, ci si era indirizzati verso altri materiali di scarto facilmente reperibili nella città colombiana attraverso la catena di “recicladores”, le persone cioè che raccolgono per rivenderli tutti quei materiali suscettibili di essere riutilizzati. Solo in un secondo momento la scelta è caduta sulle gomme delle macchine, che offrono diversi vantaggi come la versatilità, la morbidezza ed anche una certa bellezza ed “eleganza”, qualità che permettono la realizzazione di tutta una serie di oggetti in sostituzione del cuoio (per la gioia degli animali).
Una volta recuperato, il materiale viene portato nell'officina dove subisce le varie lavorazioni: dapprima il pneumatico viene tagliato e ridotto in pezzi più piccoli. Viene quindi lavato, lucidato ed infine lavorato per essere definitivamente trasformato. Oltre alle gomme, altri materiali di scarto vengono riutilizzati per foggiare i diversi articoli, come le cinture di sicurezza, utilizzate per realizzare le tracolle, oppure i contenitori in tetra-pack. Allo stesso modo, le sedie in plastica degli autobus di Bogotà, una volta dismesse dalla compagnia di trasporto, vengono recuperate ed affidate a giovani artisti che le trasformano in oggetti di design unici, contrassegnati da un elevato standard di eleganza. Gli scarti della lavorazione, a loro volta, non vengono gettati ma possono essere riciclati per altre finalità.
L'idea che costituisce il punto di partenza è la sostenibilità ambientale attraverso il recupero e lo smaltimento di pneumatici che finirebbero altrimenti nelle discariche o incendiati, provocando così un danno ambientale. Ximena e Jorge hanno deciso di essere conseguenti con i propri principi: Cyclus è il tentativo di riconnettersi con la natura ed il mondo, dove l'uomo è un elemento fondamentale. Secondo le loro parole “L'insieme degli uomini è una totalità che attua in uno spazio, fatta di storie che ne compongono una più grande e che generano un sogno collettivo”. Ed è proprio questo agire collettivo e cosciente che costituisce la forza del progetto. Secondo i due imprenditori, più questa unione sarà forte, più il messaggio si diffonderà, continuando a solleticare la fantasia di un numero sempre maggiore di persone.
Ma il progetto Cyclus vuole guardare ancora più in là senza limitarsi solamente alla eco-compatibilità: non si può difendere l'ambiente se al tempo stesso le condizioni di lavoro non sono eque. La salute del pianeta non può passare sulla pelle dei lavoratori. È stato così deciso che se il progetto non fosse stato sostenibile anche da questo punto di vista, Cyclus non sarebbe sopravvissuto. Avviene così che il progetto ha delle ricadute benefiche a livello sociale, coinvolgendo giustamente gli elementi più fragili della società: gli abitanti dei quartieri più poveri, le madri di famiglia e le popolazioni indigene. Gli stipendi sono superiori al salario minimo fissato per legge in Colombia, e alla fine del mese viene riconosciuto un bonus ai lavoratori. Le popolazioni indigene, in particolare, sono in una situazione particolarmente precaria: esposte da un lato alla violenza del conflitto armato che ancora insanguina la Colombia e dall'altra alla marginalità del proprio territorio, lontano dai mercati dove poter commerciare, sono sempre esposte al rischio di dover abbandonare le terre ancestrali e perdere con esse le proprie tradizioni e la propria cultura. Inoltre, realizzando per Cyclus i tessuti tipici della propria tradizione, viene garantito il perpetuarsi di saperi e tecniche ancestrali.
Oppure, sempre in città, si è cercato di coinvolgere nell'attività manifatturiera le madri di famiglia. Lavorando nelle proprie abitazioni, queste hanno così la possibilità di rimanere accanto ai figli, altrimenti esposti alle tentazioni della vita della strada ed ai cattivi esempi. Riescono così a evitare i lunghissimi spostamenti necessari in una città enorme e tentacolare come Bogotà e che possono togliere anche 5-6 ore nell'arco della giornata.


Per rendere più capillare ed integrata la propria azione, Cyclus collabora con la ONG colombiana AHMSA, la rete nazionale di fornitori di prodotti del “buon senso”. Del resto è proprio il buon senso che può assicurare condizioni di vita giuste per tutti ed evitare sperequazioni nella distribuzione della ricchezza, causa prima del malessere sociale. Attraverso il lavoro basato sul buon senso, il progetto di Cyclus ci mostra la via per un modo di vita equo, sostenibile e responsabile. Pian piano, i prodotti “eco-equi” sono sbarcati in Europa. La stessa Alfa Romeo ha commissionato per un suo salone delle borse con il marchio della casa milanese. Il ciclo si è così completato e le gomme, utilizzate, consumate, gettate, recuperate, tagliate, lavate, trasformate, conoscono una nuova vita.

In Italia gli articoli di Cyclus sono reperibili nei punti vendita di diverse cooperative di commercio equo e solidale. Il catalogo dei prodotti è consultabile in linea al sito internet di Cyclus: www.cyclus.com

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